20/06/2013
Meditazioni al Sacro Cuore di Gesù
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Invocazione. - Cuore di Gesù, Vittima dei peccatori, abbiate pietà di noi!
Intenzione. - Riparare i peccati della propria città.
GESU MISERICORDIOSO
Nelle Litanie del Sacro Cuore c'è quest'invocazione: Cuore di Gesù, paziente e di molta misericordia, abbiate pietà di noi!
Dio ha tutte le perfezioni ed in grado infinito. Chi può misurare l'onnipotenza, la sapienza, la bellezza, la giustizia e la bontà divina?
L'attributo più bello e più confortante, quello che più si addice alla Divinità e che il Figlio di Dio facendosi uomo ha voluto far risplendere di più, è l'attributo della bontà e della misericordia.
Dio è buono in sé, sommamente buono, e manifesta la sua bontà amando le anime peccatrici, compatendole, perdonando tutto e perseguitando col suo amore i traviati, per tirarli a sé e renderli eternamente felici. Tutta la vita di Gesù fu una continua manifestazione di amore e di misericordia. Dio ha tutta l'eternità per attuare la sua giustizia; ha solo il tempo, per coloro che stanno nel mondo, per usare misericordia; e vuole usare misericordia.
Dice il Profeta Isaia che il castigare è un'opera aliena dall'inclinazione di Dio (Isaia, 28-21). Quando il Signore castiga in questa vita, castiga per usare misericordia nell'altra. Si mostra irato, affinché i peccatori si ravvedano, detestino i peccati e si liberino dal castigo eterno.
Il Sacro Cuore dimostra la sua immensa misericordia coll'aspettare pazientemente a penitenza le anime traviate.
Una persona, desiderosa di piaceri, attaccata solo ai beni di questo mondo, dimentica dei doveri che la legano al Creatore, commette ogni giorno tanti gravi peccati. Gesù potrebbe farla morire e tuttavia non lo fa; preferisce aspettare; anzi conservandola in vita, la provvede del necessario; finge di non vedere i suoi peccati, nella speranza che un giorno o l'altro si ravveda e possa perdonarla e salvarla.
Ma perché Gesù ha tanta pazienza con chi l'offende? Nella sua infinita bontà non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.
Come dice S. Alfonso, pare che facciano a gara i peccatori a offendere Dio e Dio a pazientare, a beneficare ed a invitare al perdono. Scrive S. Agostino nel libro delle Confessioni: Signore, io ti offendevo e tu mi difendesti! -
Mentre Gesù aspetta i cattivi a penitenza, di continuo elargisce loro i torrenti della sua misericordia, chiamandoli ora con forti ispirazioni e con rimorsi di coscienza, ora con prediche e buone letture ed ora con tribolazioni per malattie o per lutti.
Anime peccatrici, non fate le sorde alla voce di Gesù! Riflettete che Colui il quale vi chiama, un giorno sarà il vostro giudice. Convertitevi ed aprite la porta del vostro cuore al Cuore di Gesù misericordioso! Tu, o Gesù, sei l'infinito; noi, tue creature, siamo vermi della terra. Perché ci ami tanto, anche quando ci ribelliamo a te? Che cosa è l'uomo, di cui il tuo Cuore tanto si premura? È la tua bontà infinita, che ti fa andare in cerca della pecorella smarrita, per riabbracciarla e accarezzarla.
Va' in pace!
Tutto il Vangelo è un inno alla bontà ed alla misericordia di Gesù. Meditiamo un episodio.
Un fariseo invitò Gesù a desinare; ed egli, entrato nella sua casa, prese posto a tavola. Ed ecco una donna (Maria Maddalena), conosciuta nella città come peccatrice, avendo saputo che egli era a tavola nella casa del fariseo, portò un vaso di alabastro, pieno d'unguento profumato; ed essendosi messa dietro, vicino ai suoi piedi, con le lacrime cominciò a bagnare i suoi piedi e li asciugava coi capelli del suo capo e baciava i suoi piedi, ungendoli col profumo.
Il fariseo che aveva invitato Gesù, disse fra sé: Se questi fosse un Profeta, saprebbe chi è questa donna che lo tocca e che è peccatrice. - Gesù prese la parola e disse: Simone, ho qualcosa da dirti. - Ed egli: Maestro, parla! - Un creditore aveva due debitori; uno gli doveva cinquecento denari e l'altro cinquanta. Non avendo essi di che pagare, condonò il debito ad entrambi. Quale dei due, dunque, lo amerà di più?
Simone rispose: Suppongo sia colui, al quale è stato condonato di più. -
E Gesù continuò: Hai giudicato bene! - Poi rivolto verso la donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato nella tua casa e tu non mi hai offerto l'acqua per i miei piedi; invece essa ha bagnato i miei piedi con le sue lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai accolto con un bacio; mentre essa, dacché è venuta, non ha cessato di baciare i miei piedi. Tu non hai unto il mio capo con l'olio; ma essa ha unto i miei piedi col profumo. Per questo io ti dico che i suoi numerosi peccati le sono perdonati, perché ella molto ha amato. Ma colui al quale poco si perdona, poco ama. - E guardando la donna, disse: I tuoi peccati ti sono perdonati... La tua fede ti ha salvata. Va' in pace! - (Luca, VII 36).
Bontà infinita del cuore amabilissimo di Gesù! Si trova davanti alla Maddalena, peccatrice scandalosa, non la respinge, non la rimprovera, ne prende le difese, la perdona e la ricolma di ogni benedizione, sino a volerla ai piedi della Croce, ad apparirle per prima appena risorto ed a farla una grande Santa!
Fioretto. Lungo il giorno baciare. con fede e amore l'ímmagine di Gesù.
Giaculatoria. Gesù misericordioso, confido in te!
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19/06/2013
Contempliamo il Cuore trafitto
«Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne da’ testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto» (Gv 19,31-37).
Con le parole dell’apostolo Paolo (2ª lettura), chiediamo di saper vedere in quel Cuore squarciato, la rivelazione dell’amore di Dio:
«Pieghiamo le ginocchia davanti a te, Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome, perché tu ci conceda, secondo la ricchezza della tua gloria, di essere potentemente rafforzati dal tuo Spirito nell’uomo interiore. Che il Cristo abiti per la fede nei nostri cuori e così radicati e fondati nella carità, possiamo essere in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Gesù che sorpassa ogni conoscenza, per essere così ricolmi di tutta la tua pienezza, o Dio» (Ef 3,14-19).
Attraverso il Cristo crocifisso “vediamo” la tenerezza del Padre, così come la descrive il profeta Osea (1ª lettura, Os 11,1. 3-4. 7-9):
Quando Israele era giovinetto, io l’ho amato
e dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano,
ma essi non compresero che avevo cura di loro.
Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore;
ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia;
mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.
(Ma) il mio popolo è duro a convertirsi:
chiamato a guardare in alto nessuno sa sollevare lo sguardo.
(Tuttavia) come potrei abbandonarti, Efraim,
come consegnarti ad altri, Israele?
Come potrei trattarti al pari di Admà, ridurti allo stato di Zeboìm?
(Ecco che) il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
Non darò sfogo all’ardore della mia ira,
non tornerò a distruggere Efraim, perché sono Dio e non uomo;
sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella mia ira.
Con questi sentimenti preghiamo il Salmo 86, con il quale chiediamo di avere un cuore come quello di Gesù: mite ed umile.
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi perché io sono povero e infelice.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.
Pietà di me, Signore, a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo, perché a te, Signore, innalzo l’anima mia.
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce della mia supplica.
Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido e tu mi esaudirai.
Fra gli dei nessuno è come te, Signore, e non c’è nulla che uguagli le tue opere.
Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, o Signore,
per dare gloria al tuo nome;
grande tu sei e compi meraviglie: tu solo sei Dio.
Mostrami, Signore, la tua via, perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice che tema il tuo nome.
Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore e darò gloria al tuo nome sempre,
perché grande con me è la tua misericordia: dal profondo degli inferi mi hai strappato.
Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, una schiera di violenti attenta alla mia vita,
non pongono te davanti ai loro occhi.
Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole,
lento all’ira e pieno d’amore, Dio fedele,
volgiti a me e abbi misericordia: dona al tuo servo la tua forza,
salva il figlio della tua ancella.
Dammi un segno di benevolenza;
vedano e siano confusi i miei nemici,
perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato.
Gloria a te, Padre, che hai sempre pietà per il prodigo che ritorna.
Lode a te, Figlio, che sei stato compassionevole con l’uomo, sino a condividerne la morte.
Onore a te, Spirito, che sei la pienezza d’amore. Amen.
Preghiera salmica:
Non abbiamo altre credenziali da presentarti, o Padre, che la nostra povertà e l’affidamento che il Crocifisso ha fatto di noi a Maria, tua umile ancella. Questo ci basta per saperci accolti ed esauditi. Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Anche se non tutti conosciamo il latino, gustiamo, come momento contemplativo, l’Inno delle lodi per la solennità del Sacro Cuore di Gesù. Questa composizione poetica risente dell’influsso della spiritualità cistercense, dalla quale è nata la devozione al Sacro Cuore di Gesù:
Iesu, auctor clementiae, / totius spes laetitiae,
dulcorìs fons et gratiae, / verae cordis deliciae.
Iesu, spes paenitentibus, / quam pius es petentibus,
quam bonus te querentibus; / sed quid invenientibus?
Tua, Iesu, dilectio, / grata mentis refectio,
replet sine fastidio, / dans famem desiderio.
O Iesu dilectissime, / spes suspirantis animae,
te quaerunt piae lacrimae, / te clamor mentis intime.
Mane nobiscum, Domine, / mane novum cum lumine,
pulsa noctis caligine / mundum replens dulcedine.
Iesu, summa benignitas, / mira cordis iucunditas,
incomprehensa bonitas, / tua nos stringit caritas.
Iesu, flos Matris virginis, / amor nostrae dulcedinis,
laus libi sine terminis, / regnum beatitudinis. Amen.
Siamo invitati a contemplare il Cristo per poterlo imitare. È ciò che ci ricorda san Pietro nella sua 1ª Lettera (1Pt 2,21-25):
Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca,
oltraggiato non rispondeva con oltraggi,
e soffrendo non minacciava vendetta,
ma rimetteva la sua causa a colui
che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce,
perché, non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete tornati al pastore
e guardiano delle vostre anime.
Orazione (anno B):
Padre d’infinita bontà e tenerezza, che mai ti stanchi di sostenere i tuoi figli e di nutrirli con la tua mano, donaci d’attingere dal Cuore di Cristo, trafitto sulla croce, la sublime conoscenza del tuo amore, perché rinnovati con la forza dello Spirito portiamo a tutti gli uomini le ricchezze della redenzione.
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18/06/2013
Messaggio del Cuore Sacratissimo di Gesù nel giorno della Sua Festa solenne: venerdì 7 giugno 2013
Durante l’adorazione eucaristica comunitaria, dopo la Santa Messa, odo nel mio cuore:
“Diletta, scrivi.”
E, poco dopo, il Divino Maestro mi detta il seguente Messaggio:
“EccoMi, o diletta anima, per le molte anime dei Miei figli e figlie – i Miei amati – che attendono con sincero amore il Mio verbo ineffabile, ed anche, con sapienza, la Mia mirabile e giustissima Luce Divina su alcuni avvenimenti di recente occorsi, qui, in Italia. Amen.”
(pausa significativa)
“Ma prima di dir questo, in questa Mia dolce e solenne Festività, Io voglio rivolgerMi ai Miei presbiteri – tutti – e ai fedeli a Me, al Mio Cuore, devoti, per ricordare a tutti loro i cardini fondamentali della vera devozione al Mio Cuore Sacratissimo.
Essi sono:
AMORE – ADORAZIONE – RIPARAZIONE.
Amen.”
(pausa)
“Desidero altresì che un sacerdote … prepari uno scritto … nel quale spiegare bene ai Miei fedeli questi tre punti basilari della vera devozione a Me, Cristo, l’Uomo Dio, e che tale scritto rimanga poi in modo permanente sul caro sito della Mia Associazione di Riparazione Eucaristica. Amen.”
(pausa significativa)
“Ed ora, Sabrina Mia, detto questo, voglio e desidero virilmente aggiungere:
- primo: guarda e bada bene che Io voglio che si sappia espressamente che gli scritti – eccelsi scritti – della Mia sposa carissima, la madre Badessa Cecilia Baij(nota: Maria Cecilia Baij, monaca Benedettina: 1694-1766. Visse e si santificò nel monastero di Montefiascone, in provincia di Viterbo), sono degni di molta attenzione e di molto alta considerazione. Amen.
Ricordati, Sabrina Mia, e ricordatevelo tutti, o figli e figlie, o carissimi, per non errare mai nel sano e santo discernimento a riguardo delle varie rivelazioni private: per prima cosa, se esse sono assolutamente prive di errori relativamente alla fede e alla morale, questo è un segno molto buono, che ve le deve far considerare e meditare attentamente, e soprattutto con AMORE DEVOTO. Amen.
Inoltre, Sabrina Mia, e voi tutti: ricordate, non dimenticate che Dio è insondabile ed eterno, ed imperscrutabili e santissimi sono i Suoi giudizi e i Suoi altissimi Misteri – sto parlando del Padre Mio dolcissimo e della Nostra Adorabile e Santissima Trinità. Amen.
Pertanto, o figli, Miei amati, non vogliate pretendere – assurda e stolta pretesa – di racchiudere l’inesausta ed eterna Ricchezza della Mia Parola Santissima, della Mia Rivelazione santa e venerabile – sia che Essa sia pubblica o privata, amen –; non vogliate, adunque, o figli e figlie, racchiudere nel vostro angusto intelletto umano, questa Mia vera Ricchezza, che sgorga dall’Eterno e dal Mio Purissimo Cuore, Diletto supremo ed indicibile del Mio Eterno e Divino Padre. Amen.”
Cari fratelli e sorelle nel Signore, vorrei umilmente comunicarvi quanto ho compreso del Suo dire, mentre il Sacro Cuore di Gesù mi dettava le parole qui sopra riportate: in pratica, Egli ci esorta a non chiudere frettolosamente il testo di una seria rivelazione privata per il fatto che magari in alcuni punti essa ci rimane oscura - e cioè di non immediata, grande e chiara comprensione -poiché il Divino Pensiero non può essere circoscritto entro gli angusti confini del nostro umano intelletto; né alcuno di noi, esseri umani in cammino verso il Cielo, può avere la presunzione di "capire" totalmente il Mistero di Dio.
(pausa significativa)
“Ed ora: ascoltaMi bene, o Sabrina, vera figlia Mia, e scrivi ad autentica edificazione della Mia mistica Sposa, la Chiesa Cattolica Apostolica e Romana; nella quale anche tu, o figlia Mia amata, sei battezzata, per l’eternità. Amen.”
(pausa)
“Voglio dirti questo, amen: il Mio Cardinale Angelo (nota: Bagnasco) ha sbagliato, in modo particolare, a comunicare al Mio Corpo Sacrosanto quei due transessuali (nota: in occasione delle esequie di don Andrea Gallo), e, particolarmente, uno dei due, che, come si sa, è un peccatore, purtroppo, notorio, e molto scandaloso, che col suo, anche pubblico – in rete, ad esempio – operare empio aiuta il demonio nemico a trascinare nel fuoco tremendo dell’Inferno un numero grande di anime.”
(pausa di riflessione per noi che leggiamo)
“Ora però, Sabrina Mia, e voi, o figli a Me così cari, ascoltateMi bene: per quanto concerne quella orrenda Comunione sacrilega, ed anche quella ricevuta dall’altro transessuale, Io chiedo oggi, con il Cuore Mio in Mano fortemente trafitta da tutto ciò:
RIPARAZIONE! RIPARAZIONE! RIPARAZIONE!
In modo particolare, saranno, o Sabrina e voi tutti, le ADORAZIONI RIPARATRICI e i SANTI ROSARI DI UMILE RIPARAZIONE quelli che, come mistico balsamo, verranno a medicare le gravi ferite che queste gravissime colpe hanno purtroppo inferto al Mio Petto infuocato di Eterno ed indicibile, ineffabile AMORE per tutti gli uomini. Amen.”
(pausa significativa)
Io sono il SACRO CUORE AMORE.
E, come tale, Mi rivolgo quest’oggi, stamani, a questi due transessuali, e a tutti coloro che come loro sono, e che omosessuali sono, e dico loro, con il MIO VEROCUORE fiammeggiante in Mano Mia trafitta: se un malato, per prima cosa, non riconosce umilmente di essere malato, non potrà mai guarire.
Satana, con il vostro libero assenso, vi ha, purtroppo, condotti nel gorgo profondo di molti peccati ed indegne perversioni contro natura, le quali suscitano – come l’adulterio e le bestemmie, ad esempio – in modo particolare, le Sante Ire di Dio, e che sono meritevoli dei più aspri castighi.
Però, o figli – figli e figlie – voi, al presente, avete ancora da Me in dono la vita; e, con essa, se volete, il tempo per pentirvi e far degna penitenza; e così, in tal modo, entrare anche voi nel gregge benedetto degli eletti e dei salvati, dei veri figlioli di Dio, l’Altissimo; i quali figlioli sono del giorno e della luce, e non delle tenebre(riferimento a 1Tessalonicesi 5,5) e della maliziosa e vacua – che porta alla perdizione – empietà. Amen.”
(pausa significativa)
“Vi supplico perciò, oggi, grande giorno della Mia solenne Festa:
TORNATE A ME!
TORNATE A ME, O MIEI CARI!”
La Voce di Gesù è dolce e struggente.
(pausa molto significativa)
“Avvisa, Sabrina, avvisali e dì loro – ben chiaro – che
TUTTI I PECCATORI CHE RIFIUTANO DI ACCOGLIERE LA MIA SOAVE E DOLCE, DIVINA MISERICORDIA, GUSTERANNO NEL GIORNO DELGIUDIZIO – e, certi di essi, anche prima – LA MIA INESORABILE E PERFETTA GIUSTIZIA. AMEN.”
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